Web Marketing Festival 2015: la recensione completa!
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Web Marketing Festival 2015: la recensione completa dei web marketing addicted!

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Web Marketing Festival 2015: la recensione completa dei web marketing addicted!

E così, sono felicemente sopravvissuta all’evento di Web Marketing “più completo di Europa”, il Web Marketing Festival, che si è svolto a Rimini il 19 e 20 giugno. Avevo annunciato la mia partecipazione in un mix di entusiasmo ed aspettativa, ed ora il minimo che io possa fare è scrivervi le mie impressioni, cercando di stilare una breve recensione che vuole fungere da feedback e spunto di riflessione per le edizioni venture.

Non sarò totalmente sola a farlo, perché questo post è il frutto del riuscitissimo networking di cui hanno potuto godere i partecipanti al WMF: un gruppo di Social Media Cosi*, che ho avuto la fortuna di conoscere al Festival, mi ha aiutato con le proprie opinioni.

Pronti? Partiamo!

Effetto”WOW!”: le cose meglio riuscite di #wmf15!

  • Dato che il WOW è un termine che va di moda, ne approfitto e vi dico subito che la Location era semplicemente da urlo. Il Palacongressi di Rimini ha un che di fantascientifico, con quella struttura a forma di disco volante, gli spazi ampi e alcune sale che sembrano uscite da un College Americano, di quelli davvero fighi. Facile da raggiungere dall’autostrada, pulizia impeccabile -anche nei bagni dopo ore ed ore di congressi- parcheggio comodo e non eccessivamente caro (possibilità di parcheggio anche nei dintorni, gratuito, il che non guasta). Se questo evento ha voluto vestirsi al meglio beh, il Palacongressi è stato tra i sarti migliori che si potesse scegliere.palacongressi web marketing festival
  • Networking: l’idea era di far incontrare professionisti ed appassionati del settore per uno scambio di know-how, biglietti da visita e brindisi. Siamo tutti d’accordo nel dire che questa intenzione è riuscita davvero bene. Il Web Marketing Festival, prima ancora che in conferenze e workshop, si è espresso nell’insieme di persone che lo hanno popolato e che parlano la stessa lingua; inevitabile la nascita di nuove amicizie e, perché no, collaborazioni. Ne siamo usciti arricchiti e non possiamo che esserne felici!
  • Pitch Competition: il secondo giorno, 6 start up hanno presentato i loro progetti nella sala principale con pitch di soli 3 minuti (+ 3 per le domande di approfondimento). A parte la qualità delle idee presentate, molto bello il coinvolgimento del pubblico in una votazione live, grazie ad una app. La vincitrice all’unanimità -premio giuria + pubblico- è Friendz, un’applicazione che vuole sfruttare l’affezione social dei consumatori per un marchio facendone dei veri e propri ambassador del brand, ovviamente pagati. Da tenere d’occhio.
  • Intrattenimento: ho trovato molto piacevoli le pause tra un ciclo di conferenze e workshop e l’altro, allietate da un gruppo musicale ed artisti “di strada” -giocolieri, trampolieri. Un tocco in più.web marketing festival artisti
  • LiveTwitting e Hipster: Non sapete quanto mi sono divertita a cercare tra la folla gli ultimi esemplari di hipster versione nerd, che digitavano furiosamente sulla tastierina del telefono per twittare qualsiasi cosa al grido di #wmf15. Gli yuccies a noi fanno un baffo.

“È bravo, ma non si applica”: ciò che è riuscito a metà:

  • Azzeccata la definizione di “festival” per il WMF, perchè di questo si è trattato; l’intenzione formativa è purtroppo stata carente. Bella l’idea di dividere gli interventi per durata -Workshop 80 minuti, conferenze e case histories 40. Tanti spunti interessanti, per cui non mi sento di dare un voto totalmente negativo a quest’area; tuttavia, moltissimi interventi che sembravano davvero notevoli su carta, si sono rivelati molto basici e “tirati via”, più per mancanza di tempo che per colpa dei relatori. Una rilevante discrepanza aspettative-realtà; se l’ampia scelta è stata, a mio avviso, una cosa positiva, ha d’altro canto disorientato parecchio il pubblico. Il suggerimento dei Social Media Cosi per le prossime edizioni è di specificare il target a cui la conferenza si rivolge, definendo vari livelli (base, intermedio, avanzato), per aiutare i partecipanti a scegliere verso cosa indirizzarsi.
  • Le Case Histories presentate: grandi aziende, grandi budget, casi bellissimi. Ringrazio il festival per avermi fatta sognare ad occhi aperti, ma avrei voluto un po’ più di attenzione alla realtà quotidiana di molti di noi, ai piccoli budget, alle PMI insomma; in fondo, il tessuto economico italiano è fatto di questo. Come fare a convicere una piccola azienda ad investire sulla comunicazione, come allocare al meglio budget ristretti? Uno spunto interessante che spero venga maggiormente sviluppato in futuro.

Per me è no: le cadute di stile del #WMF15

  • La festa in spiaggia. Di per sé, era una grande idea per continuare a fare networking al di fuori dnuvolafantozzi web marketing festivalelle mura del Palacongressi, divertirsi tutti assieme, passare una serata diversa….ma, c’è un enorme MA;  anche se infrangerò la netiquette, concedetemelo. NON SI PUO’, maiuscolo ed urlato, non prevedere un piano B per una festa in spiaggia perchè sì, può capitare che piova e, si sa, Murphy è sempre in agguato. Il Web Marketing Festival non è un matrimonio e non ci si può appellare a detti popolari consolatori, per cui lo dico: un web marketer bagnato, è un web marketer inc****to. La festa in spiaggia è rimasta in spiaggia anche con 20 gradi e minaccia continua di pioggia. Nella sfiga, l’organizzazione è stata fortunata: ha iniziato a diluviare verso le 23.30, poteva andare peggio. Tutto, però, è stato poco riuscito: mancanza di parcheggio, freddo e vento, code chilometriche per il bere (45 minuti per prendere un cocktail, non si può proprio), buffet così così. Si è salvata solo la band che suonava dal vivo. Uno scivolone non indifferente, speriamo serva da lezione.
  • Il Markettone. Inevitabile, ciascuno di noi ne ha trovato almeno uno nella propria selezione di interventi. Sì al personal branding, per carità, ma trovarsi davanti ad una presentazione dei prodotti aziendali del relatore è alquanto irritante. I Social Media Cosi suggeriscono al’organizzazione di monitorare con più attezione lo standard formativo degli speech.

Un bilancio complessivo, comunque, positivo. Se chi ha partecipato vorrà scambiare le sue impressioni con me, ne sarò felice!

Un saluto e un sentito ringraziamento ai miei nuovi amici *Social Media Cosi. Nello specifico voglio citare l’ideatore del gruppo Luca Rallo e chi mi ha aiutato in questo articolo condividendo le sue opinioni con me: Diego Mulfari, Annette Palmieri, Annalisa MasiSilvia Scarbolo, Silvia Badriotto. Grazie anche a Davide Canella e Marco Casanova per avermi supportata e sopportata in questi due giorni 🙂

eb-marketing-festival-gruppo

7 Comments
  • Ilaria
    Posted at 10:21h, 23 giugno

    Ho già commentato l’articolo di Arianna su Facebook, ma sono lieta di farlo anche qui. Concordo con la sua recensione, specie per ciò che riguarda l’intento formativo. Ho trovato alcuni interventi troppo superficiali (e a tratti poco esatti). Non me la prendo con i relatori, la mia responsabile lo è stata e ho potuto vedere quanto lavoro c’è dietro a quelle slide che ci vengono presentate. Forse una migliore organizzazione in termini di gradi di difficoltà per gli addetti ai lavori sarebbe utile. Mi sarebbe piaciuto anche una suddivisione della platea, da una parte addetti ai lavori, dall’altra rappresentanti aziendali a cui proporre soluzioni. Il nostro lavoro purtroppo non è solo networking e occasioni di queste genere dovrebbero essere anche un modo per avere visibilità e trovare clienti (specie le famose PMI che sognano grandi budget, grandi agenzie, grandi risultati).
    L’aperitivo dal mio punto di vista è stato un successo, a parte il tremendo acquazzone che ci ha colpito, ho mangiato bene, bevuto bene e la massima attesa per un cocktail è stata di 5 minuti.
    Per ciò che concerne la location, senz’altro spettacolare e tanti complimenti agli artisti che ci hanno allietato, la raggiungibilità è più che difficile. C’è solo un autobus che arriva al Palacongressi e passa una volta ogni ora, praticamente obbligatorio il taxi. Essendo una struttura così grande e che in teoria può ospitare eventi di grossa portata un servizio migliore sarebbe perlomeno auspicabile.

  • Alessandro Vitale
    Posted at 15:07h, 23 giugno

    Ciao!

    Se doveva essere l’evento più completo d’Europa, dai tuoi commenti e dal mega markettone che non manca mai in queste sagre, direi che il tuo articolo conferma in pieno le mie impressioni. Prova per un attimo ad “elevare” il livello di conoscenza di un singolo e poni al tuo posto la persona; cosa diventa? Non è più un festival, non ci sono emozioni o momenti di approfondimento, resta il piacevole networking, ma hai pagato lo stipendio a chi ha realizzato quella cosa, a te resta il nulla? Costassero poco… LOL

    Bellissimo, ma allora facciamo solo networking, magari organizzandolo in città grandi vicini ai nostri centri! Se la necessità è quella a che servono oggi questi eventi? A passare la markettona? Permettimi di sorridere di gusto, ma i social non lo fanno tutti i momenti elevando anche il personal branding del nulla e del nessuno?

    Con affetto e stima, carino ed onesto il tuo articolo, continua così!

    Alessandro

  • #WMF15 - Se Markettone è sembrato è colpa MIA
    Posted at 12:34h, 24 giugno

    […] letto questo post di Alessandra che ringrazio perché ricco di spunti di […]

  • Arkys | Il mio, e non solo, #WMF15
    Posted at 14:57h, 24 giugno

    […] di leggere, soprattutto per la completezza, oltre i punti di vista personali, è quella di Arianna Rossi che per il suo articolo ha raccolto le opinioni di un gruppo di Social Media Cosi presenti a […]

  • Alessandro P.
    Posted at 13:19h, 29 giugno

    Ciao,
    ho letto la tua recensione,

    Mi ha dato molto a pensare, anche perché ho dato un feed totalmente positivo al Festival di quest’anno.

    Personalmente sono soddisfatto di essere tornato a casa con un paio di spunti interessanti da poter mettere in pratica per il mio lavoro. Credo che in questi casi, ogni partecipante abbia come obiettivo quello di tornare a casa con qualche conoscenza/spunto in più rispetto a quando è andato via, e sinceramente io sono contento di quello che mi sono portato a casa. Con il senno di poi devo dire che per me che non sono un Freelance, ma lavoro per un’azienda, è stato meglio il WMF15 rispetto al ConvegnoGT14.

    In ogni caso, leggendo il tuo post, devo ammettere che qualcosa andrebbe rivisto, ad esempio mi sono reso conto che spesso, durante gli interventi, alcuni partecipanti non riuscivano a seguire il relatore, nonostante l’intervento fosse davvero basic, mentre altre si annoiavano perché il relatore presentava cose viste e riviste mille volte.

    E’ per questo motivo che concordo in toto sulla necessità di dividere gli interventi tra livelli base e avanzato.. magari dove al livello base si parla genericamente di servizi e case study e al livello avanzato si entra nel concreto.

    Quello che mi ha dato più a pensare, però, sono stati gli interventi incentrati sulle aziende medio-grandi e/o sui soliti casi turismo/moda/e-commerce b2c con poca attenzione al b2b e alle PMI. Se c’è qualcosa in cui si dovrebbe migliorare forse è proprio quello.

    • Arianna Rossi
      Posted at 13:40h, 29 giugno

      Ciao Alessandro,
      mi fa davvero piacere ciò che scrivi, perché in effetti l’obiettivo del mio post è stato proprio questo: cercare di far riflettere e dare un feedback il più possibile completo e costruttivo, per far sì che questo evento possa migliorare ancora.

      Il motivo per cui “mi sono presa la briga” di scriverlo e di sentire le opinioni di altri colleghi in merito è che il WMF è un evento davvero unico nel suo genere, con un potenziale grandissimo, per cui era doveroso, a mio avviso, essere il più sinceri possibile nel dare la propria opinione.
      Sono più che contenta nell’aver visto tanta attenzione rispetto a questa recensione; posso dire di aver pienamente raggiunto il mio scopo. Non avrei in realtà mai immaginato che questo piccolo post potesse sollevare la discussione che poi ne è generata; il bello comunque è stata la costruttività del tutto. Tanto ascolto, dialogo e voglia di fare ancora meglio.

      Il mondo del Web Marketing secondo me ne esce vincente, a dimostrazione che le polemiche sterili non servono a nulla, mentre grazie al confronto e al networking si può solo crescere. Come ho già detto in qualche gruppo su Facebook, l’entusiasmo che questa esperienza mi ha regalato non ha davvero prezzo!
      Ti segnalo il “post di chiusura” del WMF dove si parla proprio di cosa fare per migliorare il Festival: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10155745060880506&set=a.105363500505.192255.509100505&type=1&theater

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