Fenomenologia di Gianni Morandi: Community Manager si nasce
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Fenomenologia di Gianni Morandi: cosa possiamo imparare dal Community Manager del momento

Fenomenologia di Gianni Morandi: cosa possiamo imparare dal Community Manager del momento

Dopo mesi di scetticismo e rifiuto, sono costretta ad ammetterlo: Gianni Morandi è il più grande Community Manager al momento presente in Italia. La sua pagina Facebook conta 1 milione e 300.000 fan, e cresce a velocità vertiginosa: un mix esplosivo di personal branding, capacità di coinvolgere i propri followers e carisma, il tutto condito da buoni sentimenti e una dose di populismo non indifferente, che in fondo non guasta affatto.

La sua strategia è di una semplicità disarmante, ed è forse questo il punto di forza: un post al giorno dove si racconta nella vita quotidiana e, dalla mezzanotte in poi, risponde a moltissimi commenti in modo personalizzato, simpatico e -lasciatemelo dire- di gran classe. Gianni Morandi soffre di insonnia? Forse; sta di fatto che questo metodo gli ha consentito di guadagnarsi non solo la simpatia dei fan, ma l’attenzione mediatica.

Dopo l’ultima, viralissima risposta ad un commento tutto sommato cafone, posso dichiararlo: mi sono innamorata anche io del Gianni nazionale! 

gianni morandi community manager

Non posso fare a meno di ricordare il celebre ed illuminante saggio “Fenomenologia di Mike Bongiorno“, di Umberto Eco. L’autore, nel 1961, dipinge un quadro sorprendentemente moderno del personaggio pubblico “ideale” rappresentato dal media televisivo ed idolatrato dalle masse.

Come è cambiata la celebrità con l’avvento dei social e del Web?

Scrive Eco, in uno dei passaggi del suo saggio breve:

“La situazione nuova in cui si pone al riguardo la TV è questa: la TV non offre, come ideale in cui immedesimarsi, il superman ma l’everyman. La TV presenta come ideale l’uomo assolutamente medio. […] Mike Bongiorno non è particolarmente bello, atletico, coraggioso, intelligente. Rappresenta, biologicamente parlando, un grado modesto di adattamento all’ambiente. […] Mike Bongiorno convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e il pubblico lo ripaga, grato, amandolo.”

Ora, qui traslerei il concetto: il buon Morandi non è certo un personaggio di per sé ordinario, vanta anzi una vita artistica straordinaria per indubbie capacità personali. Il suo punto di forza non è l’essere mediocre in sé, quanto piuttosto la capacità innata di “umanizzarsi” raccontando la propria quotidianità in maniera totalmente spontanea e, se vogliamo, ordinaria, tranquillizzante. Non risponde alle tante provocazioni come ci si aspetterebbe da un personaggio famoso, in modo piccato o quantomeno snob, ma trolla i suoi stessi troll, prendendoli in giro molto meglio di quanto loro non facciano con lui.

Gianni Morandi non si innalza ad idolo, ma si racconta sul Web come persona assolutamente normale, raggiungibile: scende dal piedistallo, anzi, non ci sale proprio. Il suo storytelling riprende semplicemente la filosofia che il cantante ha adottato per tutta una vita, declinandola sul Web 2.0: si pensi alla trasmissione tv da lui condotta “Uno di noi“, nei primi anni 2000, che solo dal titolo rispecchia tutta la vision del suo brand personale. Internet, democratico per sua stessa natura,  gli ha concesso gli strumenti per amplificare nel suo pubblico questa percezione di disponibilità e vicinanza.

Credo che il fenomeno Morandi si tratti dunque dell‘incontro di un personal branding basato sul nazional-popolare da una vita ed il canale più nazional-popolare di tutti: FacebookUn incontro forse non casuale, ma studiato, che denota comunque una grande abilità nell’interpretare correttamente un mezzo e di un mondo tutto sommato lontano dal cantante, almeno anagraficamente.

L’attenzione all’interazione con i propri fan è la ciliegina sulla torta. Morandi è in grado di dispensare a moltissimi di loro un pizzico di celebrità e considerazione; le sue risposte, mai scontate, piacevoli da leggere e in alcuni casi sorprendenti per prontezza di spirito ed ironia sono state avviso la chiave di volta da cui è scaturito il fenomeno. Sempre ammesso che sia lui stesso a gestire la sua pagina, come dichiara da sempre di fronte ai tanti dubbi, e non uno staff apposito. Per quanto mi riguarda, mi ha convinta!

Che cosa possiamo imparare noi Community Manager da Gianni Morandi?

In ordine alfabetico:

  • ASCOLTO: saper ascoltare è un enorme virtù per chi si occupa di Social Media Marketing; forse, la primissima cosa da imparare. Capire cosa spinge i nostri fan a seguirci, ascoltare i loro feedback e i loro bisogni ci darà immediatamente una marcia in più rispetto ai competitors.
  • EMPATIA: immedesimarsi in ciascuno dei tuoi followers renderebbe schizofrenico chiunque, ma dovremmo imparare da Gianni a dare considerazione a chi ci scrive, quasi come se fosse un nostro amico o conoscente. Dico un grande NO alle risposte tutte uguali: mettendoci del nostro, si avranno molte più soddisfazioni.
  • INTERAZIONE: sono anni, fondamentalmente da quando è nato il Web 2.0, che si spinge sull’idea di interazione e di relazione tra le persone. Non ci può essere Social, senza questo aspetto. Lo ha ribadito recentemente il più grande guru del marketing mai esistito, Kotler e, a quanto pare, funziona davvero.
  • PAZIENZA: il punto più difficile di tutti. Più che pazienza, lo definirei sangue freddo, o tecnica del “conta fino a 10”. E’ capitato a tutti di ricevere commenti sgradevoli sotto a qualche post, ma non tutti sono in grado di trasformare un commento negativo in un “epic win” a suo favore. Le regole fondamentali da seguire per evitare crisi sono sempre quelle: fare un bel respiro, non rispondere d’impulso, MAI (maimaimaimai) cancellare il commento negativo -pena un potenziale fiume di fan in rivolta- e ricordarsi di essere cortesi. L’ironia? Sì, ma con moderazione…Ricordiamoci sempre che Gianni Morandi si può permettere alcune risposte proprio perché è Gianni Morandi!

Condividi questa analisi? Fammi sapere…prometto che la farò leggere anche allo stesso protagonista del post e incornicerò il suo commento, se vorrà rispondere anche a me!

7 Comments
  • Cristina
    Posted at 11:18h, 25 maggio

    Ciao Arianna, ho iniziato da poco a seguire Gianni Morandi e anche io come te sono rimasta colpita dalla sua innata abilità nel gestire questo mezzo di comunicazione così lontano dal suo “mondo anagrafico”. Personalmente non penso che sia uno staff a gestire il suo account, alcune risposte sono così terribilmente… Morandiane che ritengo semplicemente che il contatto con le persone (reali o digitali che siano) gli venga naturale!
    In ogni modo, volevo farti i complimenti per il post, davvero ben scritto, e per l’analisi che hai fatto del virale-Morandi, molto intelligente: hai saputo ricavarne dei consigli davvero utili per tutti coloro che si avventurano, più o meno professionalmente, nel mondo del social media managing!

    • Arianna Rossi
      Posted at 13:16h, 25 maggio

      Grazie Cristina, non sai che piacere mi fa questo tuo commento! Come scrivo nell’articolo, nonostante lo scetticismo iniziale ora credo anch’io che Gianni Morandi segua da solo la sua pagina, e questo se possibile mi stupisce ancora di più, in positivo ovviamente 🙂 Mi auspico che la gestione Social possa andare sempre più verso questo approccio di ascolto ed interazione…
      Vedo già che qualche brand sta iniziando ad intraprendere questa strada, un esempio su tutti, Barilla; funzionerà? Io credo di sì, lo scopriremo presto 🙂

  • Maria
    Posted at 15:09h, 26 maggio

    Ciao Arianna, complimenti, finalmente una persona preparata che non riduce un tale fenomeno social ad una spiegazione semplicistica e superficiale! Hai reso esplicito con sensibilità il pensiero di noi tutti che abbiamo apprezzato questa formidabile dote del cantante (mai stata sua fan finora, ma l’ho sempre apprezzato per la grande professionalità e serietà)

    • Arianna Rossi
      Posted at 16:47h, 26 maggio

      Che dire, Maria? Mi fai arrossire 🙂 Grazie davvero per i complimenti e per il feedback, spero di rivederti presto sul mio blog e se sei anche tu una blogger lasciami i tuoi link, mi fa piacere!

  • bla bla blogger 27 maggio 2015 - Social-Evolution di Paola Chiesa
    Posted at 10:46h, 27 maggio

    […] Fenomenologia di Gianni Morandi: cosa possiamo imparare dal Community Manager del momento. di Arianna Rossi […]

  • Baku
    Posted at 13:25h, 13 luglio

    SuperGianni, lo dico sempre anche ai miei: quando qualcuno è scortese, immagina di essere Gianni, e poi rispondi 😉