Comunicazione e Corona Virus: è giusto continuare a comunicare?
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Comunicazione e Corona Virus: è giusto continuare a comunicare?

Comunicazione e Corona Virus: è giusto continuare a comunicare?

Ai tempi del Corona Virus: povero Garcia Marquez, chissà se avrebbe mai immaginato che un giorno il suo romanzo sarebbe stato così citato e storpiato, in un momento tanto difficile per tutti.

Siamo ormai al decimo giorno di quarantena, qui in Emilia Romagna, e la fine sembra così lontana. La relatività del tempo si fa sentire in tutta la propria ineluttabilità: non so voi, ma a me sembra già una vita. In queste ore sospese il tempo per riflettere non manca, e personalmente mi sto soffermando molto sul nuovo significato che sta assumendo la comunicazione: come si dovrebbe gestire ai tempi del Corona Virus?

Addirittura, è ETICO comunicare online in questo periodo storico? Specialmente se ci occupiamo di beni futili, non di prima necessità? O sarebbe meglio non comunicare affatto?

Che non si possa non comunicare, ormai credo sia assodato. La scelta di congelare qualsiasi attività di questo tipo è alquanto espressiva: comunica, ad esempio, il dolore, lo smarrimento, la confusione. Ci parla senz’altro di difficoltà, quella che tutti stiamo affrontando.

Ne sto sentendo di ogni: non si dovrebbe comunicare, non si dovrebbe fare pubblicità, addirittura si dovrebbero fermare gli acquisti online. Stoppare tutto è la scelta giusta, dunque?  Personalmente, mi vengono i brividi al solo pensiero, ma non ho certo la pretesa di avere la risposta giusta: piuttosto, un consiglio ed un’opinione personale, che deriva da ciò che sto osservando o che sento quotidianamente da colleghi o clienti.

Comunicare con moderazione, senza dimenticare l’empatia.

Ecco, per me non è giusto stoppare completamente la comunicazione sui social network, anzi, è controproducente. A patto che le parole d’ordine da adottare siano: empatia & moderazione. 

Cosa non fare:

Provo a spiegarmi meglio: credo che nessun consulente con un minimo di sale in zucca consiglierà mai di continuare la propria programmazione social come se nulla fosse. Ignorare, o mostrarsi indifferenti, non è la soluzione, anzi, può far innervosire chi vi segue. Cosa più che mai semplice, peraltro. Far vedere immagini di luoghi paradisiaci o foto stock di gruppi di persone che brindano beh, si commenta da solo. Nemmeno spammare contenuti qua e là sembra essere una buona idea…in realtà non lo è mai, ma è sempre bene ribadirlo.

Palma d’oro, poi, a chi prova ad ironizzare: in una situazione simile non mi sembra una scelta particolarmente acuta, nemmeno se il tono di voce del brand è sempre stato su questa linea. Questo è il momento di essere seri e focalizzati. Attenzione, non sto dicendo di trasformare la propria pagina in un bollettino di guerra, né di vestirsi a lutto: ricordiamoci che, ancora una volta, la funzione primaria dei Social è INTRATTENERE, e in questi giorni è davvero importantissima. Cercherò di fare qualche esempio utile proseguendo nell’articolo.

Venendo al punto: non credete, nonostante tutto, che sia una grande fortuna avere dei mezzi che ci consentono di continuare ad avere un filo diretto con il nostro pubblico?

Cerchiamo di vedere il Corona Virus e tutto ciò che ne consegue non solo come uno stop forzato, ma come un modo per cercare nuove vie ed opportunità. Possiamo cogliere l’occasione per AVVICINARCI alla nostra Community, o per svilupparla ulteriormente.

Credo che continuare a comunicare, rivedendo il calendario editoriale, sia addirittura strategico. Perché?

I social sono oggi il mezzo di comunicazione più immediato e fruibile. Il tempo trascorso online, per ovvi motivi, sta aumentando. Di chi mi ricorderò, una volta finito tutto questo? Sicuramente, non di chi si è trincerato dietro il silenzio ed è scomparso dai miei dispositivi, ma di chi si sta impegnando per continuare ad avere una relazione con me: magari, con contenuti utili. Giusto per fare un esempio, io che sono un’amante del fitness sono semplicemente deliziata da tutti quei centri sportivi che si stanno organizzando per erogare corsi o schede online, da poter fare a casa propria. Mi stanno allietando le giornate, e senz’altro me ne ricorderò nel momento in cui potrò tornare a fare attività fisica normalmente.

Tradotto: cercate di capire che cosa potrebbe SERVIRE al vostro pubblico in questo momento storico.  Non parlo di consigli per lavarsi le mani, a meno che non trattiate prodotti igienico sanitari, ma anche semplici modi per impiegare il tempo e vivere questo periodo con un po’ più di leggerezza, o in modo più fruttuoso a seconda delle esigenze di ognuno.

Santero Content Marketing CoronavirusAlcune idee? Dipende dal vostro business, ovviamente. Per le piccole attività, i video tutorial (meglio se quadrati o verticali, in ottica mobile) e le dirette Facebook stanno andando per la maggiore, ma potrebbe essere carino anche pensare a dei podcast o a degli ebook scaricabili, in cambio, magari, di un indirizzo email per fare lead generation. Non importa che i contenuti siano perfetti, ma che siano autentici: per questo, al bando le foto di stock, meglio provare a metterci la faccia, ora più che mai.

Ho visto iniziative molto simpatiche anche da parte di grandi brand: Santero Wines, azienda molto pop che si rivolge ad un pubblico giovane, ha lanciato una challenge sui social in cui invita a scaricare un’immagine da colorare della propria bottiglia analcolica. Un’idea carina per passare il tempo e rilassarsi, che strizza l’occhio, tra l’altro, ai genitori di figli piccoli: non a caso, si tratta di un prodotto analcolico.

Si tratta di un approccio delicato, che riprende l’arcobaleno e l’hashtag legati al Covid-19, rendendo l’iniziativa ed il suo scopo facilmente riconoscibili. Potete vedere il risultato e la risposta degli utenti sulla pagina Facebook di Santero.

Un esempio di gestione magistrale, a mio avviso, è Mulino Bianco, che lancia l’hashtag #inCasaConMulino. Date un’occhiata a come stanno lavorando ai contenuti in questi giorni. Chapeau al loro reparto marketing.

Visibilità e performance.

Una piccola parentesi finale su questo punto. Complice il fatto che in molti abbiano fermato le proprie attività, la visibilità sui social sta aumentando, e vi dirò di più: le aste delle campagne pubblicitarie, in generale, costano meno. Sempre tenendo ben presente quanto detto prima: cerchiamo di promuovere possibilmente qualcosa – servizi e prodotti – che possano essere utili o far piacere al nostro target. Magari, chiedendo loro un’opinione, tramite sondaggi o video in diretta. Cercate di coinvolgere il pubblico e vi stupirete delle tante risposte ed interazioni che potrete ottenere in questo momento.

Spero davvero che queste mie riflessioni possano esservi utili in qualche modo. Per chi vorrà, come sempre aspetto i vostri commenti per parlarne insieme e magari trovare altre idee e strade per cercare di cogliere ciò che di buono c’è, anche in questo bruttissimo momento. Vi abbraccio.

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